ORATORIO & GRUPPO GIOVANI

ORARIO APERTURA ORATORIO

L’oratorio a Collepepe sarà aperto tutti i sabati dalle 16.00 alle 18.00 con il laboratorio teatrale per bambini, giochi e tanto altro.

L’ORATORIO

La finalità principale dell’oratorio è quella di cercare di completare la formazione educativa, umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani presenti sul territorio, attraverso varie attività di carattere ricreativo, culturale e sportivo. Struttura di riferimento è l’oratorio «san Pancrazio» in Collepepe, dotato tra l’altro di uno scivolo, di un’altalena, di un ping pong, di un calcio balilla, di un campo polivalente per pallavolo e calcetto e di un palco da teatro interno e un palco da teatro all’aperto, nei quali vengono fatte varie manifestazioni canore e rappresentazioni teatrali. Il calendario di massima delle manifestazioni dell’Oratorio è il seguente:

  • Festività natalizie (canti e recite dei bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, tombolate per bambini-ragazzi-anziani, castagnata);
  • Carnevale (festa mascherata per bambini e ragazzi, serata di musica per ragazzi);
  • Feste del papà e festa della mamma;
  • Mese di Maggio (organizzazione di tornei di calcio balilla, ping-pong, pallavolo, gare di canto, giochi di abilita’ a quiz, teatro, ecc…);
  • Attività catechistiche (feste per ragazzi e grandi);
  • Attività domenicali (apertura dell’oratorio la domenica pomeriggio, con giochi e intrattenimenti per bambini e ragazzi).

IL GRUPPO GIOVANI

Il gruppo dei giovanissimi è una nuova esperienza nata nel corso del 2015. Essa prende il via con i ragazzi che in questo anno pastorale hanno ricevuto il sacramento della Cresima, e rappresenta un punto di incontro, di amicizia, di unione e di fede per i giovani delle parrocchie di Collazzone, Collepepe, Gaglietole.

«Voi chi dite che io sia?»: è la domanda del vangelo che costituisce il punto di partenza di questa esperienza, che chiama i ragazzi ad interrogarsi su chi rappresenta Gesù nella loro vita. La frase è particolarmente significativa perché proclamata nel vangelo del giorno della Confermazione (12 settembre 2005, XXIV Domenica del Tempo Ordinario/B), e descrive la ricerca e lo sforzo di ciascuno per conoscere, valorizzare e promuovere il disegno di Dio nella vita. Il gruppo si ritrova abitualmente il martedì sera.

La prima tappa di questo percorso ha visto come meta il centro della cristianità, Roma, domenica 11 Ottobre 2015. Qui i ragazzi hanno potuto pregare e rinnovare la professione di fede sulla tomba dell’apostolo san Pietro, e partecipare alla preghiera dell’Angelus del santo Padre Francesco in piazza san Pietro.

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TESTO DELL’ANGELUS DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro, Domenica, 11 ottobre 2015

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Il Vangelo di oggi, tratto dal cap. 10 di Marco, è articolato in tre scene, scandite da tre sguardi di Gesù.

La prima scena presenta l’incontro tra il Maestro e un tale che – secondo il passo parallelo di Matteo – viene identificato come “giovane”. L’incontro di Gesù con un giovane. Costui corre verso Gesù, si inginocchia e lo chiama «Maestro buono». Quindi gli chiede: «Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?», cioè la felicità. (v. 17). “Vita eterna” non è solo la vita dell’aldilà, ma è la vita piena, compiuta, senza limiti. Che cosa dobbiamo fare per raggiungerla? La risposta di Gesù riassume i comandamenti che si riferiscono all’amore verso il prossimo. Al riguardo quel giovane non ha nulla da rimproverarsi; ma evidentemente l’osservanza dei precetti non gli basta, non soddisfa il suo desiderio di pienezza. E Gesù intuisce questo desiderio che il giovane porta nel cuore; perciò la sua risposta si traduce in uno sguardo intenso pieno di tenerezza e di affetto. Così dice il Vangelo: «fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (v. 21). Si accorse che era un bravo ragazzo… Ma Gesù capisce anche qual è il punto debole del suo interlocutore, e gli fa una proposta concreta: dare tutti i suoi beni ai poveri e seguirlo. Quel giovane però ha il cuore diviso tra due padroni: Dio e il denaro, e se ne va triste. Questo dimostra che non possono convivere la fede e l’attaccamento alle ricchezze. Così, alla fine, lo slancio iniziale del giovane si smorza nella infelicità di una sequela naufragata.

Nella seconda scena l’evangelista inquadra gli occhi di Gesù, e stavolta si tratta di uno sguardo pensoso, di avvertimento: «Volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!» (v. 23). Allo stupore dei discepoli, che si domandano: «E chi può essere salvato?» (v. 26), Gesù risponde con uno sguardo di incoraggiamento – è il terzo sguardo – e dice: la salvezza è, sì, «impossibile agli uomini, ma non a Dio!» (v. 27). Se ci affidiamo al Signore, possiamo superare tutti gli ostacoli che ci impediscono di seguirlo nel cammino della fede. Affidarsi al Signore. Lui ci darà la forza, Lui ci dà la salvezza, Lui ci accompagna nel cammino.

E così siamo arrivati alla terza scena, quella della solenne dichiarazione di Gesù: In verità vi dico: chi lascia tutto per seguirmi avrà la vita eterna nel futuro e il centuplo già nel presente (cfr vv. 29-30). Questo “centuplo” è fatto dalle cose prima possedute e poi lasciate, ma che si ritrovano moltiplicate all’infinito. Ci si priva dei beni e si riceve in cambio il godimento del vero bene; ci si libera dalla schiavitù delle cose e si guadagna la libertà del servizio per amore; si rinuncia al possesso e si ricava la gioia del dono. Quello che Gesù diceva: “Si è più beati nel dare che nel ricevere” (cfr At 20,35).

Il giovane non si è lasciato conquistare dallo sguardo di amore di Gesù, e così non ha potuto cambiare. Solo accogliendo con umile gratitudine l’amore del Signore ci liberiamo dalla seduzione degli idoli e dalla cecità delle nostre illusioni. Il denaro, il piacere, il successo abbagliano, ma poi deludono: promettono vita, ma procurano morte. Il Signore ci chiede di distaccarci da queste false ricchezze per entrare nella vita vera, la vita piena, autentica, luminosa. E io domando a voi, giovani, ragazzi e ragazze, che siete adesso in piazza: “Avete sentito lo sguardo di Gesù su di voi? Che cosa volete rispondergli? Preferite lasciare questa piazza con la gioia che ci dà Gesù o con la tristezza nel cuore che la mondanità ci offre?”…

La Vergine Maria ci aiuti ad aprire il nostro cuore all’amore di Gesù, allo sguardo di Gesù, il solo che può appagare la nostra sete di felicità.

APPELLO

Ieri abbiamo ricevuto con grande dolore la notizia della terribile strage avvenuta ad Ankara, in Turchia. Dolore per i numerosi morti. Dolore per i feriti. Dolore perché gli attentatori hanno colpito persone inermi che manifestavano per la pace. Mentre prego per quel caro Paese, chiedo al Signore di accogliere le anime dei defunti e di confortare i sofferenti e i familiari.

Facciamo una preghiera in silenzio, tutti insieme.

DOPO L’ANGELUS:

Cari fratelli e sorelle,

martedì prossimo, 13 ottobre, ricorre la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali. Va purtroppo riconosciuto che gli effetti di tali calamità sono spesso aggravati da mancanze di cura dell’ambiente da parte dell’uomo. Mi unisco a tutti coloro che in modo lungimirante si impegnano nella tutela della nostra casa comune, per promuovere una cultura globale e locale di riduzione dei disastri e di maggiore resilienza ad essi, armonizzando le nuove conoscenze con quelle tradizionali, e con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili.

Saluto con affetto tutti voi pellegrini, soprattutto le famiglie e i gruppi parrocchiali, provenienti dall’Italia e da varie parti del mondo. In particolare: i diaconi e i sacerdoti del Collegio Germanico-Ungarico che sono stati ordinati ieri e che incoraggio ad intraprendere con gioia e fiducia il loro servizio alla Chiesa; i nuovi seminaristi del Venerabile Collegio Inglese; la Confraternita della Santa Vera Cruz di Calahorra.

Saluto i fedeli della parrocchia Sacro Cuore e Santa Teresa Margherita Redi, di Arezzo, nel 50° anniversario di fondazione; come pure quelli di Camaiore e di Capua; il gruppo “Gesù ama” che ha fatto una settimana di evangelizzazione nel quartiere di Trastevere; i ragazzi e le ragazze che hanno da poco ricevuto la Cresima; e infine l’Associazione “Davide Ciavattini” per l’assistenza ai bambini con gravi malattie del sangue.

A tutti auguro una buona domenica. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

[Fonte: http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html – Libreria Editrice Vaticana]