GAGLIETOLE E LE SUE CHIESE

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN CRISTOFORO

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Nel Castello di Gaglietole si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Cristoforo eretta all’interno di quello che un tempo era il cassero, mentre il campanile si imposta su uno dei torrioni.

La chiesa, con accesso laterale, non ha una vera e propria facciata e si presenta ad aula unica, intonacata e tinteggiata, coperta con una doppia falda sviluppata su tre campate, sorretta da archi diaframma a tutto sesto, poggianti a loro volta su paraste doriche. Il presbiterio, rialzato di quattro gradini, termina con una parete di fondo piatta sul retro della quale è collocato un piccolo affresco raffigurante la Madonna col Bambino risalente alla seconda metà del XIV sec. di autore ignoto.

Dagli atti della visita apostolica di Mons. Pietro Camaiani, effettuata nel 1574, si apprende che la chiesa necessitava di un urgente intervento di restauro riguardante sia la copertura che l’ingresso al campanile. A quella data all’interno si trovava un solo altare, il maggiore, ma ancora privo di adeguata decorazione.

L’iscrizione presente sull’architrave della porta d’ingresso, con la data del 1600, ricorda un profondo rinnovamento della struttura architettonica dell’edificio; infatti tra il 1613 ed il 1631 vennero eretti i due altari laterali, dedicati al Santissimo Rosario ed al Santissimo Sacramento. Anche la tela del Polinori, eseguita per l’altare maggiore e raffigurante l’Ultima Cena e i Santi Cristoforo e Sebastiano, è databile negli anni intorno al 1629. Al XVII secolo è da far risalire anche il Fonte Battesimale in pietra.

I tre altari presenti, il maggiore ed i due laterali lungo la parete destra, sono realizzati in muratura stuccata e finemente decorata, con macchine di stile barocco. Oltre alla tela dell’altare maggiore del Polinori, altre due tele conservate all’interno sono opera di Francesco Providoni: una raffigurante la Madonna del Rosario e santi, l’altra la Madonna del Carmine, il Crocifisso e santi, databili alla fine del XVII secolo. Intonacata è anche la superficie esterna della parete d’ingresso, a monte di una lunga gradinata. Il portale classico ed il sovrastante rosone presentano cornici in pietra arenaria. Il campanile quadrangolare, in pietra e mattoni, è impostato su uno dei torrioni circolari del castello, in pietra arenaria a vista come le altre murature esterne, della fortificazione e della chiesa stessa.

Tra gli arredi sono da segnalare una croce astile della prima metà del V sec. in rame dorato e sbalzato e due angeli reggicandela in legno dorato e dipinto del XVII secolo; entrambe le opere sono di autore ignoto.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

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Nelle vicinanze della Parrocchiale si trova la piccola chiesa delle Madonna delle Grazie che mostra le caratteristiche dell’impianto devozionale; la facciata, a doppio spiovente, in pietra arenaria a facciavista come le altre pareti esterne. L’interno è composta di un’unica navata, intonacata e tinteggiata, coperta con una doppia falda sorretta da capriate lignee; l’originario altare maggiore, in muratura stuccata, è sormontato da una macchina classica, con l’affresco raffigurante la Madonna delle Grazie protetto da semicolonne composite. Dall’iscrizione sotto l’affresco si apprende che la chiesa, eretta per la devozione degli abitanti di Gaglietole, trovandosi ormai in stato di fatiscenza, fu restaurata e riadattata ad una forma migliore nell’anno 1804. L’assetto odierno si deve all’ultimo restauro avvenuto dopo il terremoto del 1997.

CHIESA DELLA MADONNA DEL PUGLIA

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Scendendo a valle si trova la Chiesa della Madonna del Puglia, adiacente al cimitero di Gaglietole. Si tratta di un piccolo impianto di origine cinquecentesca, costruito a protezione di un’edicola preesistente, presumibilmente trecentesca, con un affresco raffigurante la Madonna col Bambino san Cristoforo e sant’Antonio Abate. La navata, introdotta da una bussola in muratura e coperta da una doppia falda sorretta da travi cementizie, è intonacata e tinteggiata; il presbiterio, più stretto e sollevato di due gradini, si presenta invece voltato a crociera a tutto sesto, realizzata in mattoni posti di coltello e lasciati a vista. La facciata a capanna è caratterizzata dal portale ligneo d’ingresso, ad arco, montato su cinque gradini esterni, e dalla finestra sovrastante. Il campanile a vela è sul retro dell’edificio, così come la casa canonica.

CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO IN CERALTO

Chiesa_CeraltoPiccolo castello sito nel Comune di Gualdo Cattaneo, il nome Ceralto richiama al culto di Cerere, dea romana dell’agricoltura, ma considerando meglio la posizione geografica, l’ambiente naturale della quercia e del cerro e la dizione popolare di «Cerralto» si ha ragione di avanzare altre ipotesi circa l’origine del toponimo. Scenario di lotte tra le città di Todi e Perugia, Ceralto fu da quest’ultima distrutto nel 1311. Dopo un periodo, in cui alternativamente soggiacque ora all’una ora all’altra, il castello rimase a lungo sotto il dominio tuderte. Ne fa ancora fede lo stemma con l’aquila sovrapposto alla porta d’ingresso.

La chiesa castellana, ex parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, con il campanile in mattoni impostato su uno dei torrioni in pietra del castello, è dotata di un piccolo impianto, dalla forma irregolare, con doppio accesso laterale. La navata, intonacata e completamente decorata, è coperta a falde sorrette da una singola capriata; all’abside, voltato a botte e fuori asse rispetto all’aula, corrisponde sul lato opposto, privo di aperture, una cappella con simili caratteristiche. L’altare maggiore, in muratura stuccata e decorata come l’unico altare laterale, è sormontato da una macchina barocca. Intonacate si presentano anche le pareti esterne d’accesso alla chiesa, al contrario delle restanti, in blocchi di pietra arenaria a vista; in particolare, il prospetto laterale utilizzato come ingresso principale, al quale si giunge percorrendo una lunga gradinata esterna, è caratterizzato da un rosoncino in terracotta sovrastante il portone ligneo; alla sua sinistra, di spigolo, il torrione in pietra, già ricordato, sul quale è impostato il campanile.

Lungo la via Perugina, di fronte all’incrocio che ora permette l’accesso al castello, nei pressi dei pochi resti della Chiesa della Madonna del Soccorso, adibiti oggi a monumento ai caduti, si trova una piccola cappella votiva realizzata in pietra, coperta a capanna con travi lignee e chiusa da un cancello in ferro battuto, dedicata appunto alla Madonna del Soccorso, eretta a protezione della nicchia, voltata a botte, sulla parete di fondo, affrescata con un’immagine della Madonna con il Bambino. Ai piedi dell’affresco, probabile opera di Bartolomeo da Miranda, una scritta in caratteri gotici riporta la data 1450; sulla volta l’Agnello Pasquale e alle pareti San Sebastiano, sulla sinistra, Sant’Antonio Abate e San Michele Arcangelo, sulla destra. L’interno è intonacato e tinteggiato, ad eccezione della parete su cui si trova l’affresco, in pietra a facciavista come le superfici esterne.

[Fonte principale: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/]