Casalalta e le sue chiese

CASALALTA E LE SUE CHIESE

CHIESA PARROCCHIALE DI CASALALTA

La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta venne edificata nel 1421, sfruttando parte della struttura del castello; al suo interno conserva numerosi affreschi di notevole pregio, oltre ad un organo realizzato nel 1852 dai fratelli Martinelli di Gubbio. L’abside è completamente rivestito da un affresco raffigurante la «Assunzione ed Incoronazione di Maria Vergine» (della seconda metà del ‘400), composta dalla scena dominante in posizione centrale, attorniata da una schiera di apostoli e da due angeli. Sulla parete di fondo vi sono due affreschi: in alto una scena di Crocifissione ed in basso una «Madonna con bambino fra i santi Andrea apostolo, Sebastiano e Antonio abate», ad opera di un pittore dei primi del cinquecento.


LA CHIESA DI SANTA LIBERATA

La Chiesa di Santa Liberata si trova a circa due chilometri da Casalalta, vicino al corso del torrente Puglia. costruita nel XVI secolo poco sotto al castello di Coldimezzo, fu successivamente distrutta. Rimase in piedi solo una parte della parete di fondo, recante l’immagine quattrocentesca di Santa Liberata e altra santa. Il suo aspetto attuale risente della più recente trasformazione, risolta con un ridimensionamento dell’edificio sul lato minore del rettangolo. L’arretramento della parete laterale destra ha infatti collocato fuori asse l’affresco quattrocentesco sulla parete di fondo, modificando sia la composizione del prospetto principale, dove sono evidenti i segni dei precedenti elementi tamponati, sia l’andamento della copertura, la cui curvatura interna si palesa anche all’esterno. Si tratta di un impianto campestre di modeste dimensioni, ad aula unica, coperta con volta a botte ribassata in mattoni laterizi su cui poggia direttamente il manto. L’ambiente interno risulta intonacato e tinteggiato, mentre le pareti esterne sono in pietra arenaria a facciavista. Il campanile a vela in mattoni è collocato lateralmente, realizzato sulla muratura del nuovo prospetto destro.

[fonte: Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici]


CANALICCHIO E LE SUE CHIESE

CHIESA DEI SS. FILIPPO E GIACOMO IN CANALICCHIO

Il castello di Canalicchio risale al X–XI secolo, forse edificato in seguito allo spostamento di una piccola comunità di servitù al monastero benedettino di San Fortunato. Nel 1574, il visitatore apostolico Mons. Pietro Camaiani, ordinò la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale “pro comoditate populi” all’interno delle mura castellane, al posto di quella di San Fortunato, collocata fuori le mura. La data di erezione della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo è riconducibile agli anni immediatamente successivi, comunque non oltre gli ultimi decenni del XVI secolo. Il piccolo impianto, dalle linee tardo-barocche, è costituito da una pianta rettangolare coperta con volta a botte unghiata, sviluppata su tre campate, sorretta da sottarchi poggianti su paraste tuscaniche con decorazioni a marmorino. Lungo i fianchi della navata, intonacata e tinteggiata, si susseguono tre nicchie con archi a tutto sesto per ogni lato; in quelle della campata centrale sono conservate le pale degli altari non più presenti. Un arco trionfale decorato ed una balaustra in pietra separano dall’aula il presbiterio, sollevato di un solo gradino e terminante in un’abside semicircolare, visibile anche dall’esterno, con due monofore laterali, coperta da catino. Il prospetto principale, a due spioventi, stretto tra le pareti degli edifici residenziali del castello, si presenta parimenti intonacato, con l’accesso collocato su quattro gradini esterni in pietra. Il portone ligneo è sormontato da una tettoia di protezione e dal sovrastante rosone in terracotta, traslato più in basso rispetto alla posizione originaria.

[fonte: Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici]


CHIESA DI SAN FORTUNATO IN CANALICCHIO

A San Fortunato è dedicata la primitiva chiesa parrocchiale, in cui ci si imbatte poco prima di arrivare al borgo di Canalicchio. La fondazione della chiesa, situata fuori dalle mura castellane, è antecedente al XIII secolo, parte di un monastero vallombrosano. Si tratta di un piccolo impianto rettangolare campestre, a navata unica, coperta con falde sorrette da struttura lignea, e zona presbiteriale non delimitata. Le murature interne si presentano in pietra a facciavista, con due porte tamponate sulla parete di fondo che consentivano l’accesso alla sacrestia, oggi non più esistente. In pietra a vista sono anche le pareti esterne; il prospetto principale a due spioventi, sormontato dal campanile a vela in mattoni, propone una tettoia, anch’essa a due spioventi, sopra il portale ligneo, collocato su due gradini esterni in pietra, ed una finestrella rettangolare sovrastante.

[fonte: Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici]